Mentre andavo a lavoro
Jul 13th, 2008 by VioliniDistanti
Il bus è puntuale come sempre, come un amico che, al mattino, fa capolino tra le macchine con quella grossa mole lenta di un padre avanti negli anni, pur ricco di quel senso di protezione che ci rende un pò piccini. Salgo. Tante vite, prese e perse nei loro pensieri, chi seduto e chi saldamente ancorato alle maniglie di sostegno. Certe mattine mi par quasi di ’sentire’ i loro pensieri, di leggere sui loro volti le angosce, le gioie, a volte fredda indifferenza, come se fossero manichini inanimati posti sul bus loro malgrado, quasi costretti a respirare…
A volte, mentre leggo sui visi e sui respiri, il loro sguardo si sovrappone al mio, come il fascio di una torcia, inaspettata, colpirebbe un ladro con le mani ancora immerse nei gioielli di casa..
Ed è imbarazzante, il calore che ondeggia in me lo testimonia;
è imbarazzante perchè temo ’sappiano’ cosa io faccia, scrutando il movimento degli occhi, delle pieghe del viso, il ritmico battito della loro cassa toracica, che mi scandisce il tempo e sovente è più loquace delle parole o dell’espressione stessa del viso..
Mentre i palazzi scorrono con lento incedere, penso a lei e cerco in me il perchè di un onda alta e fiera al mattino.. possa divenire placida risacca al calar del sole, quasi a perdere memoria di se, come ritirandosi ferita, colpita da un nemico invisibile, si, pensare a lei mi fa ricordare il mare di sera, il profumo dell’aria carico di vita, e con esso la sabbia amica, morbida e sfuggente tra le mie dita, che dona quella sottile ed effimera illusione, di poterla trattenere… ma quando tutta è, oramai, caduta, ecco che la mia mano cerca, affonda ancora alla sua ricerca ed ancora ritorna piena..
Un bambino piange, ancora una volta son arrivato a destinazione. Le porte del bus si aprono lente e macchinose compe per prepararti, per gradi, alla nuova giornata.
Oggi mentre le mie mani danzeranno sulla tastiera, sentirò la sabbia rimastami tra le dita, così come il suono vellutato della risacca che mi richiama ad un sogno, che forse non esiste, non è mai esistito se non in una mattina, mentre andavo a lavoro.
Angel
