Il mare d’inverno
Sep 7th, 2007 by VioliniDistanti
Io, davanti al baratro più grande che abbia mai visto
nubi all’orizzonte chiudono lo sguardo del sole che fiammeggiando, si spegne nella notte
non un parola lascia le mie labbra, in cerca di fortuna o di aiuto
mentre la brezza mi spettina
il viso è inespressivo, lo sguardo sereno
dentro me crollano mondi ed universi, intere civiltà
posso sentire il rumore dei muri che franano, dei monti che cedono, rovinando sulle valli
posso sentire il silenzio assordante, che si posa sopra il mio cuore
ora guardo il baratro ed allargo le braccia
non si vede il fondo, talmente è profondo
ma non ho alcuna paura
sento dietro di me delle voci
è il suono delle persone che mi son state vicine, è la musica dell’amore, diverso, e profondo per ognuna di esse
io so che questa melodia non smetterà mai di riecheggiare in me, nemmeno quando le tenebre invaderanno ogni angolo del mio corpo
fan parte della mia anima
cosi un angolo della bocca si piega appena in un sorriso ed alzo il viso al cielo, con le braccia spalancate, dedico tutto questo a te Padre, ho perso le ali ma non perderò mai l’amore per Te
chiudo gli occhi, prendo fiato e spicco un volo che non decolla
i monconi alla schiena si muovono in un sussulto, prima di iniziare a cadere
sempre più veloce
sempre più veloce
e mentre precipito brandelli della mia pelle si staccano, trascinati dall’aria
son i ricordi della mia vita che mi abbandonano, mentre il respiro si fa lieve, impercettibile
il buio mi avvolge e non ho più la sensazione di precipitare
i sensi, intorpiditi, si addormentano in un sonno muto, assoluto
ed io non son più io
non lo sarò mai più
sarò nelle parole e nei pensieri
di chi ha accolto nel suo cuore anche il più piccolo dei semi che ho donato
sarò nel vento del nord, che soffia puro
sarò l’acqua che scorre innocente e pulita lungo il fiume
donando vita ad animali ed alberi senza niente chiedere in cambio
sarò il mare che si infrange sugli scogli d’inverno
e che custodisce nelle sue profondità segreti e bellezze inenarrabili
e sarò una carezza sul tuo cuore, quando sarai triste, amore mio.


Carissimi amici ed amiche
della nostra Sardegna
e residenti in ogni regione
italiana devo dire che
la poesia or ora letta
nella quale si parla
di volo e di caduta
mi è piaciuta per davvero.
Complimenti vivissimi
all’autore. Accendendo
il motore ed il cuore
lo è veramente anch’io
viaggio facendomi coraggio.
Tramite la vostra amicizia
pur se non vi conosco
personalmente. E’ un volo
radente creato dalle parole
e si va verso il sole
di quest’isola fortunata
visitata dai popoli tutti
in qualunque epoca,
anche la più lontana.
Ha un suo ritmo, una musica
che accompagna il verso.
Un’imagine che appartiene
all’intero universo.
Grazie Arnaldo per i complimenti, sarebbe bello se lasciassi anche tu l’indirizzo del blog, in modo che io possa ricambiare la visita
incantevole.. l’angelo, suggestivo come la melodia che sottofondo calma il mio respirare terapeutico onde di piume sulla pelle sembra emanar.. vorrei sapere il suo titolo? se per lei non è un impiccio..
grazie