Spazi aperti
Aug 7th, 2007 by VioliniDistanti
Spazi aperti, tagliati da correnti fredde
Giocano con la mia pelle, mescolano i pensieri
Dentro tremo, sotto il peso delle mie storie maledette
Abbarbicato alla schiena morde la nuca, il mio ieri
Che di pensiero e quiete precede nella catena
E di natura pinge con malfidata falsità la sua opera
Un occhio vede oltre l’ostacolo, l’altro geme nella pena
Come il travaglio natale non v’è tempo ch’altro s’adopera
Una lancetta stagliata sul nulla, greve ne è della mia anima
Che vorrei si strapparla d’un attimo, come una veste logora
E coi piedi nudi e le mani ferite vincere il monte e superarne la cima
Per veder crescere sulla schiena le ali e scoprirmi figlio del creato
Allargar a tal punto le braccia da stringere ogni creatura dell’Infinito
E perdere coscienza di me, come Egli chiede dal giorno in cui son nato
Un volo sconosciuto all’uomo, stellato di ferite, a me non è più ardito
Bendice il pungere senza pietà dell’essere senza testa, schiavo del fato
Ma dentro una luce brilla potente, io non son nato per perire invano
A lui dedico ogni moto ed ogni energia latente
Che il Figlio è il seme, e nel Seme il Padre cela la sua benedetta Mano
Come una meraviglia che si rinnova morente
La vittoria, la Croce, il monte e l’ultimo gradino
Mentre m’avvicino indugio e chiudo gli occhi
Cosi la sera vien notte e dalla notte sboccia il mattino
Con le sue nebbie morbide e fresche che danzano alle finestre
Accade che d’un balzo son altroquando quel che sono non ero
E la visione si estende come in primavera il profumo di ginestre
Raggiungendo ogni angolo di un universo divenuto a misura
Tal che io ora son Esso ed Esso mi colma lungo i miei limiti
Ora son niente e son tutto, solo il sentimento sopravvive e perdura
Perchè esso è divino ed immortale, producendosi in echi infiniti
Diretti in ogni direzione, ora fior di rosa ora viva radiazione
Il segreto della vita è disvelato, ora so perché sono nato
Questa è l’antica cantilena di un uomo che muore
Che indegno mi trova a vestirne il cantore
Questa è la chiave del segreto Eterno
E del dicotomico scibile alterno
Ch’a voi mortali non è data conoscenza
Se non qualità e profumo in poesia e scienza.

